Fondazione AIDA

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    Mostri Famosi

    Pino Costalunga ci racconterà di loro, di quei Mostri famosi e meno famosi che hanno spaventato e divertito, e ancora spaventano e divertono, tanti bambini. Lo farà accompagnato da alcune immagini proiettate, a commento di queste storie.

    Andremo a conoscere il Gruffalò, il Mostro Peloso, ma anche mostri famosi in altre parti del mondo: il mostro Bagai, una leggenda della tradizione haitiana per spiegarsi l’alternarsi del giorno e della notte. Infatti questo mostro mangerà il Sole, lasciando la Terra avvolta nell’oscurità! Per fortuna un piccolo eroe, Petit Bondié, riuscirà con uno stratagemma a liberare il sole.

    Si concluderà con una serie di filastrocche cantate, scritte direttamente da Pino Costalunga, che hanno come tema i vampiri e i fantasmi.

     

    Tutto ciò verrà accompagnato dalla voce e dagli strumenti di Leonardo Frattini, eccezionale polistrumentista che ha composto più di una canzone per lo Zecchino d’Oro e che realizzerà una serie di canzoni in tema “mostruoso”.

    Le Sorelle Van Stories

    Trama

    Sono Anny e la dottoressa Aliciandi e sono sorelle opposte: una più avventurosa e l’altra più precisa, scienziata. La loro missione è girare per il mondo alla ricerca della fiaba perfetta! Quando si fermano in un posto raccontano tutte le fiabe ascoltate, lette, vissute fino a quel momento e poi… vengono scelte e (per chi vuole) raccontate dagli spettatori! Insieme a loro ci sarà il fedelissimo Igor (il tecnico)!  Un viaggio in tutto il mondo attraverso le fiabe, le storie tipiche, le vicende, gli aneddoti, le tradizioni di ogni Paese: dall’Europa all’Africa, dai nativi americani ai giapponesi, dalle storie raccolte da Mandela alle storie raccolte da Calvino, passando per Collodi e Rodari.

    Il pubblico sarà immerso nelle varie storie, si immedesimerà nei vari personaggi folkloristici, parteciperà alle vicende attraverso narrazioni, musiche, giochi coinvolgenti, scene mimate, coreografie, pupazzi, piccoli quiz…

    Chissà se le nostre protagoniste risponderanno al grande quesito: esiste la fiaba perfetta? Scopriamolo insieme!

     

    Necessità tecniche: •lo spettacolo non necessita di palco poiché sarà adibito a tale il nostro van; • i bambini potranno sedersi sul prato mentre per gli adulti si possono prevedere delle sedute attorno; • in caso di pioggia lo spettacolo può svolgersi se viene spostato in situazioni al coperto come portici o strutture telonate; • carico di corrente 4kw 220V.

    Storie Incartate per Principesse Ribelli

    Le Fiabe si possono raccontare… Ma si possono anche disfare, costruire e ricostruire?

    Come si fa con i giocattoli\costruzioni di Todo ai quali la scenografia del nostro spettacolo s’ispira?

    Tutti i personaggi delle fiabe hanno dei ruoli ben precisi, dai quali è difficile uscire: il Principe ha sempre qualche tesoro da trovare oppure qualche Principessa da salvare  e  lei,  la Principessa di turno, deve sempre stare zitta e buona ad aspettare il Principe che la venga a liberare o  a svegliare, con un bacio, da un sonno stregato e fatale.

    Una fiaba-spettacolo divertente e leggera che con grande fantasia affronta  il tema antico e attualissimo della parità di genere, cercando di suggerire al pubblico dei bambini e delle bambine l’importanza di non avere pregiudizi  e che li inviterà a perseguire con fermezza l’affermarsi pieno dell’ uguaglianza tra maschio e femmina per poter superare insieme i tanti e spesso stupidi e pericolosi  stereotipi legati al genere.

    Trama

    Nella nostra storia arriva l’Aggiustafiabe, che ha il potere non solo di aggiustare le fiabe dimenticate e perdute nei vecchi libri rovinati dalla muffa a dai tarli, ma ha pure gli attrezzi per modificarle, come in una scatola di costruzioni, assieme ai ruoli e ai destini dei personaggi.

    Ed è così che le nostre Principesse delle Fiabe diventano davvero delle “terribili ragazze ribelli” che hanno voglia di prendere in mano la loro vita per guidarla e plasmarla in prima persona, senza starsene là ad aspettare, magari addormentate, come è stato insegnato loro da una tradizione antica di stampo paternalista e maschilista, il Principe di turno che le possa svegliare. Perché ogni Principessa ha il diritto di guidare il  proprio futuro come e dove  più le piace.

    È per questo che nella nostra Fiaba sarà la Principessa ad affrontare mille avventure per trovare il Principe perduto, toccherà proprio a lei sconfiggere il Drago con le armi dell’intelligenza e liberare il Principe prigioniero, e se poi sarà lei a volere il classico finale da fiaba, con il matrimonio fastosissimo per diventare Regina, ebbene, sarà così! Ma se vorrà un finale diverso, sarà lei e solo lei a sceglierlo, in piena autonomia e libertà, senza costrizione alcuna.

     

    Non superare le dosi consigliate

    Non superare le dosi consigliate è liberamente tratto dall’omonimo libro di Costanza Rizzacasa d’Orsogna.
    Il tema trattato è molto importante e molto diffuso: l’incapacità di accettarsi fisicamente spesso dovuto a disturbi alimentari e dell’immagine.

    L’ obiettivo è offrire punti di vista diversi, alternativi e spunti di riflessione sul fatto che dobbiamo piacere innanzitutto a noi stessi, accettandoci e decidendo, nel caso di migliorarci perché ci vogliamo bene, non perché non piacciamo agli altri.

    Questo spettacolo, che tratta un tema molto importante soprattutto in età evolutiva, si rivolge principalmente ad un pubblico di adolescenti. Non si intende dare soluzioni, ma far riflettere sui disturbi alimentari e dell’immagine.

    Nel percorso narrativo, che sarà condotto da due attori, si utilizzeranno brani del libro ispiratore, per dare spunti di riflessione importanti e necessità di introspezione: questo farà sì che lo spettatore (al quale verrà implicitamente ed esplicitamente chiesto di diventare co-protagonista) possa, a sua volta, dare voce si propri ricordi ed emozioni ad essi collegate, ed esporre i suoi disagi, dubbi e timori.

    Lo spettacolo utilizzerà un tempo di disponibilità dopo la conclusione per aver modo di partecipare ad un dibattito inerente sia ai temi affrontati nell’azione scenica sia con eventuali importanti esperienze personali che assistere allo spettacolo potrebbe aver riportato a galla.

    Faremo riferimento anche al grande ruolo che hanno oggi i social e la manipolazione relativa alle immagini utilizzando applicazioni specifiche che permettono di modificare le fotografie, ma che poi, conducono ad un isolamento sempre più profondo: non si può mostrare la vera fisicità che non può essere all’altezza dei falsi miglioramenti.

    Lo spettacolo può essere rappresentato non solo nei teatri, ma anche nelle scuole o in spazi non convenzionali. Gli attori, infatti, saranno in mezzo agli spettatori.
    La messa in scena sarà estremamente agile ed usufruirà di luoghi scenici e attrezzerie più che di scenografie vere e proprie.

    La scrittrice e giornalista – Costanza Rizzacasa d’Orsogna, giornalista e saggista, lavora al Corriere della Sera, dove si occupa di letteratura e cultura americane per il supplemento la Lettura. Ha curato Storia di mio padre di Stefano Cagliari (Longanesi 2018) e nel 2020 ha pubblicato per Guanda il suo primo romanzo, Non superare le dosi consigliate.

    Il segreto del pifferaio magico

    Il segreto del pifferaio magico è tratto da una leggenda tedesca che si ispira ad una pandemia del XIII secolo che colpì proprio i bambini.
    Ma perché parliamo di pandemia durante la pandemia? Per far vivere la speranza e il desiderio. L’umanità ha già affrontato situazioni simili nel corso della storia riuscendo a superarle e acquisendo maggiori consapevolezze.

    Trama

    Ne Il segreto del pifferaio magico tre giovani attrici si trovano nella bizzarra situazione di rimanere bloccate, a causa di un problema con le fogne della città, in un teatro trasformato per l’occasione in un deposito per le riserve di cibo.
    Notando di non essere sole cercano qualcosa per poter passare il tempo assieme. Ma, intrappolate tra scaffali pieni di cibarie, cosa si può fare a parte mangiare?
    Raccontare una storia! Ma ce ne vuole una che ci aiuti a capire cosa sta succedendo, che ci faccia passare la paura ma che anche ci faccia crescere. Così le nostre protagoniste ne approfittano per utilizzare gli oggetti del deposito per raccontare la storia de il pifferaio magico.

    Le tre attrici, lasciandosi prendere dalla creatività, creeranno una versione tutta nuova della fiaba, molto più vicina alla realtà di questi tempi: una città invasa dai ratti che distruggono qualsiasi cosa costringendo le persone a rimanere chiuse in casa.

    La soluzione potrebbe essere quella di coordinarsi, trovare delle soluzioni comuni, ma gli abitanti divisi e disinteressati, preferiscono aspettare che qualcuno risolva il problema al loro posto. Così tocca ai bambini e ai ragazzi gestire la situazione, studiando come sconfiggere i ratti, scoprendo che forse dietro a tutto questo c’è proprio il pifferaio magico. Mettendosi assieme in prima linea e condividendo l’importanza del senso civico, faranno sì che i ratti fuggano dalla città.

    Partner

    Questo spettacolo debutterà in occasione del Festival Estate Teatrale Veronese 2021.
    E’ stata allestita in piena pandemia nell’ambito del progetto A Casa nostra.

    Suoni in rivolta

    Suoni in rivolta vuole essere un’esperienza introduttiva al vasto mondo del suono. Per fare ciò si utilizzerà non solo la voce ma anche le varie risonanze del proprio corpo e gli strumenti musicali. I bambini avranno un ruolo attivo nella ricerca dei vari suoni, così da scoprire assieme assonanze e dissonanze, rendendo il loro orecchio più vigile e consapevole della meraviglia sonora che ci circonda.

    La trama

    Quanto è bella la musica! Lo sa bene Maga Stornella, talmente ossessionata dalla musica da essere disposta a tutto pur di diventare la migliore musicista sul pianeta! Ecco perché lei e il suo fedele aiutante Wolfgango (bis bis bis nipote del famoso Mozart) hanno progettato una pozione infallibile per produrre il suono perfetto. Qualcosa però va storto e tutti i suoni del mondo si ribellano, rendendo Wolfgango sordo e muto. Sarà compito di Maga Stornella assieme all’aiuto prezioso dei bambini, riuscire a convincere i suoni a tornare ad abitare il corpo e le orecchie del povero Wolfgango, più armoniosi che mai! Per aiutarlo bisognerà cercare i suoni ribelli e scovarli da dove si sono nascosti. Strumenti musicali, i suoni del mondo e il nostro stesso corpo saranno i fedeli aiutanti in questa sfida all’ultima nota!

    Il mago di Oz

    Ne Il Mago di Oz Dorothy, una bambina che vive nel Kansas assieme ai propri zii, viene scaraventata da un ciclone improvviso in un paese popolato da strani personaggi. Atterra nel villaggio dei Succhialimoni, degli ometti bizzarri che la ringraziano perchè ha ucciso la Strega cattiva dell’Est, schiacciata dalla caduta della casa.

    Il suo unico pensiero è quello di fare ritorno a casa, ma pare che il solo che possa aiutarla è il Mago di Oz. Lungo il cammino che la condurrà dal Mago, Dorothy incontra lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Vigliacco. I nuovi amici di Dorothy pensano di avere un vuoto da colmare, per questo hanno bisogno dell’intervento del Mago di Oz. Lo Spaventapasseri crede di aver bisogno di un cervello, il Boscaiolo di Latta di un cuore e il Leone di coraggio, mentre Dorothy non vuole fare altro che ritornare nel suo paese.

    Durante il viaggio, ognuno di loro, affrontando le proprie paure per superare gli ostacoli che incontrerà lungo il percorso, mostrerà di possedere già ciò che pensava gli mancasse.

    Rivolgendoci direttamente al testo di Baum, nel nostro Il Mago di Oz abbiamo cercato di evidenziarne l’aspetto più “fantastico” legato a quell’esperienza attraverso cui tutti siamo passati. Quel pericoloso e tortuoso cammino che è il crescere, il diventare grandi. Ci vuole decisamente cervello, cuore e coraggio!

     

    Note di regia

    “Il viaggio che la piccola Dorothy fa verso il paese di Oz, assieme al suo cagnolino Toto e allo Spaventapasseri, all’Uomo di Latta e al Leone, è non solo un viaggio che parte dal Kansas (cioè da un vero stato dell’America) per arrivare in un paese fantastico, ma è anche un viaggio nella Fantasia e con la Fantasia. E cosa si può fare di meglio, in uno spettacolo teatrale, se non usare proprio il TEATRO per intraprendere questo meraviglioso viaggio? E in che modo lo si può fare? Immaginate in scena quelle strane macchine che, in quel tempo in cui non c’erano né computer né altoparlanti, si usavano proprio in Teatro per riprodurre il suono. La bellissima macchina del vento, per esempio, una specie di mulino di legno che fruscia su un tela, o le macchine del tuono, lastre di lamiera appese a un cavalletto di legno.
    Immaginate che quelle macchine siano capaci anche di far scoprire un po’ alla volta luoghi diversi e di saper creare paesaggi coloratissimi e fantastici.
    Immaginate che i personaggi della storia saltino fuori come per incanto dalle vecchie corde attorcigliate o dai vecchi bauli impolverati. Immaginate poi in quel Teatro tre attori che si mettono a giocare con quegli oggetti divenuti bellissimi pupazzi e con quelle macchine piene di suoni ed effetti magici e misteriosi.

    Tre attori che usano non solo la parola, ma anche e soprattutto il corpo con il suo ritmo e le sue mille possibilità. Un gioco molto simile a quello che fanno i bambini. Questo sarà il nostro gioco teatrale, un gioco che sembra alle volte i bambini di oggi abbiano dimenticato. Che è stato proprio sostituito da tutte quelle “diavolerie” elettroniche – utili nel teatro come sono spesso utili anche ai bambini – ma che sembrano aver sopito la fantasia e la forza creativa del nostro “io bambino”, sia in teatro come nella vita. Uno spettacolo con in scena attori e pupazzi, adatto a tutti a partire dai 4 anni.”

    Pino Costalunga – regista

    I tre porcellini

    Lo spettacolo

    A prima vista potrebbe sembrare la classica storia dei tre porcellini, ognuno con la sua casa, con l’albero di mele, il camino dal quale si cala il lupo cattivo che li perseguita. Se non fosse che, all’inizio della storia, il lupo si presenta alle selezioni di un noto programma televisivo musicale, canta il suo pezzo forte, ma… non viene accettato! Se non fosse che il lupo, sbagliando strada, arriva ad una casa di mattoni dove crede di trovare un porcellino, ma dalla quale invece esce… una vecchina, che altri non è se non la nonna di Cappuccetto Rosso (che questo lupo non ha nessuna intenzione di mangiare!). Se non fosse anche che i tre porcellini, una volta messo in fuga il lupo, decidono di intraprendere la carriera artistica e fondare un gruppo, la “Pig Band”.

    Tre attori quasi invisibili animano cinque pupazzi. Cantano, ballano, saltano, corrono (chi più, chi meno…) su una verde collina che si trasforma via via in una casa di paglia, di legno e di  mattoni, in una strada di campagna e in un albero di mele. Una nonna nella storia sbagliata (o sarà lei in quella giusta e tutti gli altri fuori posto?), tre allegri porcellini e un lupo, che ha un’unica passione (quella della musica) e un’unica paura (quella dei bambini)!

    Musiche

    Ascolta le musiche de I tre Porcellini su Spotify, AppleMusic e su altre piattaforme di streaming musicale!

    Un brutto bruttissimo anatroccolo

    Rielaborazione per attori ed oggetti animati dalla omonima fiaba di Hans Christian Andersen

    Lo spettacolo

    A chi non è capitato di sentirsi un brutto anatroccolo? La favola di Andersen contiene un impressionante elemento di attualità: la diversità  discriminata. Nella nostra versione della celebre fiaba dell’autore danese, si incontrano in scena tre strani personaggi, tutti in qualche modo un po’ “brutti” e un po’ “diversi”: il narratore – Pietro, un po’ grasso e impacciato – un celeberrimo pianista, il Professor Pianissimo de Pianis – che piange come un bambino quando si arrabbia – ed il suo aiutante Mandracche.

    Tutti hanno qualche difettuccio da nascondere. E forse per questo hanno la pessima abitudine di offendere e prendere in giro il prossimo. Ma nonostante tutto, riescono a trovare un accordo per raccontare una bellissima favola. Ed è così che raccontano la storia del Brutto Anatroccolo e la raccontano proprio così come l’ha inventata Andersen. Allora, sulla scena, apparirà come per magia il vecchio castello coperto d’edere dove andavano le anatre a covare e si assisterà alla lunga cova di mamma anatra e alla nascita del brutto anatroccolo. Si verrà a sapere delle vicissitudini del povero piccolo beffato dalle anatre, beccato dai polli, assalito dal tacchino e respinto persino dalla ragazza della fattoria a causa della sua bruttezza e diversità.

    Lo spettatore seguirà poi la sua fuga dal cortile e vivrà i suoi mille incontri nella palude delle anitre selvatiche, nella casupola della vecchietta con il gatto Sonnecchia e la Gallina Gambacorta. Ed infine assisterà alla prima apparizione dei bellissimi cigni. Nel raccontare la storia, però, i nostri “eroi” si renderanno conto ognuno di noi, bello o brutto, bravo o meno bravo, ha sempre un piccolo tesoro dentro di sé. Che anche chi non è destinato a trasformarsi in un bellissimo cigno può in qualche modo diventarlo. E allora assieme troveranno una fine diversa pure alla storia, dove il brutto anatroccolo non diventerà più un cigno, ma… ma la fine non ve la raccontiamo, dev’essere una sorpresa… altrimenti che favola è?

    Leo inventa tutto

    Canzoni, invenzioni, un balletto, un pupazzo, due attori, teatro e tanta magia sono gli ingredienti di “Leo inventa tutto”!

    Lo spettacolo

    Lisa è una bambina che ama inventare, osservare il mondo, studiare. È una bambina allegra… tranne oggi!

    È disperata perché a scuola non è riuscita a raggiungere il massimo dei voti. Gioconda, che è la sua bambola , ma anche un pupazzo magico, prova a consolarla, ma non c’è storia…. “Leonardo da Vinci non avrebbe sbagliato”, dice Lisa. Eh sì perché il modello, il mito di Lisa è Leonardo da Vinci.

    Così, mentre sta lavorando nel suo laboratorio, come per magia incontra il suo genio preferito: Leonardo da Vinci. Tra Leonardo e Lisa nasce subito una bellissima amicizia: Lisa gli rivela cosa sono diventate oggi le sue idee e quali benefici hanno portato nel nostro tempo mentre Leonardo, sempre più entusiasta, le da nuovi stimoli per non smettere mai di sognare e creare… Una favola per tutti, coinvolgente, educativa e con un briciolo di magia e follia.

    Una storia avvincente per scoprire il genio di Leonardo da Vinci attraverso gli occhi di una bambina. Un’avventura magica per far riflettere i più piccoli su quanto sia prezioso lo studio, l’esplorazione e l’interesse per la Natura, ma soprattutto quanto sia importante la comprensione del mondo che deriva dalla sua osservazione.

    Musiche

    Puoi ascoltare le musiche di Leo Inventa Tutto su Spotify, AppleMusic e altre piattaforme di streaming musicali.

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