Fondazione AIDA

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    Cipì

    Lo spettacolo è ispirato all’omonimo libro di Mario Lodi, maestro rivoluzionario creatore insieme ai suoi ragazzi di una storia complessa, che descrive gli aspetti gioiosi ma difficili della crescita. Un piccolo quadro animato dove immagini di fiaba legati al mondo della natura si mescolano a effetti interattivi con il pubblico.

    Lo spettacolo

    Cipì è un esuberante passerotto con tanta voglia di esplorare il mondo. Fin dalla nascita il nido gli sta stretto e i consigli della mamma non bastano a frenare la sua curiosità: il desiderio di conoscere il mondo è sempre più forte di qualsiasi prudenza. Eppure questa sua ribellione lo porta a misurarsi con grandi esperienze ed imprese: scopre le bellezze della natura, il valore dell’amicizia, impara a difendersi dai pericoli e lottare sempre per la verità. Alla fine, diventa padre e insegna ai suoi figli “ad essere laboriosi per mantenersi onesti, ad essere buoni per poter essere amati, ad aprire bene gli occhi per distinguere il vero dal falso, ad essere coraggiosi per difendere la libertà”.

    Mario Lodi

    Mario Lodi è stato un maestro rivoluzionario e il suo impegno pedagogico per una scuola nuova, basata sul rispetto del bambino, sull’ascolto e sulla libertà di apprendimento, ha ispirato molti giovani insegnanti dando un’importante spinta di cambiamento al mondo dell’istruzione. Nello spettacolo sono sviluppati temi legati alla formazione del bambino: la curiosità e il desiderio di essere sé stessi, che richiede a volte un po’ di trasgressione; lo sviluppo dell’identità attraverso l’esperienza e il ruolo fondamentale dei genitori nell’accompagnare questo percorso; la relazione con l’altro, in termini di gioco, amicizia e amore.

    I pupazzi e le scene

    Nascono dall’incontro con Caterina Marcioni, dal 1995 scenografa realizzatrice per la Fondazione Arena di Verona, che grazie ai suoi percorsi in ambito scenografico e sartoriale ha maturato un’ampia e specifica conoscenza di tecniche e materiali.

    Note di regia

    “Allora mi alzai dal mio posto e pensai: La scuola a cosa serve? Un piccolo gruppo di bambini può cambiarla, può trasformarla in un luogo di gioco? Mi alzai e andai in mezzo a loro a guardare il mondo dalla finestra.” In occasione del centenario della nascita di Mario Lodi, possiamo ricordare con questa frase il suo essenziale contributo al mondo della pedagogia. La necessità di un cambio di visione, di uno spostamento, non sempre comodo da parte del maestro, che mostra come l’atto educativo sia prima di tutto un incontro. Così è nata la storia di Cipì, scritta da un maestro e dai suoi allievi, immaginata guardando fuori dalla finestra. Questa apertura al gioco e all’immaginazione è anche la nostra linea guida.

    Dettagli

    • con: Annachiara Zanoli
    • regia: Lucia Messina
    • pupazzi: Caterina Marcioni

     

    • tecnica utilizzata: Teatro di figura
    • durata: 60 minuti
    • fascia di età: 4 – 8 anni

    Immagini

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