
Re ACT Lab
Re ACT Lab è un laboratorio teatrale e creativo promosso da Fondazione AIDA ETS ICC, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda ULSS 9 Scaligera, con l’obiettivo di favorire il benessere emotivo, relazionale e sociale di adolescenti seguiti dai servizi territoriali.
Un’esperienza consolidata
L’attività si svolge presso la Sala Totola del Teatro Camploy di Verona nei giorni 9, 16, 23 e 30 giugno 2026, 21 e 28 settembre, 5, 12 e 19 ottobre coinvolgendo un gruppo di ragazzi e ragazze tra i 14 e i 16 anni. Attraverso esercizi teatrali, attività espressive, lavoro sul corpo, sulla voce e sulla relazione, il laboratorio offre ai partecipanti uno spazio protetto in cui sperimentare modalità positive di comunicazione, collaborazione e crescita personale.
Le attività sono condotte da professioniste del teatro sociale e utilizzano metodologie partecipative che favoriscono l’ascolto reciproco, l’espressione delle emozioni, il rafforzamento dell’autostima e lo sviluppo delle competenze relazionali. Il percorso si inserisce in una consolidata collaborazione con l’ULSS 9 e si configura come un’esperienza complementare ai progetti educativi e terapeutici già attivi.
L’efficacia di questo approccio è già stata evidenziata nell’ambito del progetto europeo SPIRAL – Structures for Inclusive Arts of Learning, dove il monitoraggio svolto in collaborazione con professionisti sanitari ha messo in luce benefici significativi in termini di partecipazione, benessere emotivo, capacità relazionali e riduzione delle situazioni di isolamento. Re ACT Lab si sviluppa quindi a partire da queste esperienze positive, proseguendo un percorso che valorizza le arti performative come strumento di inclusione e crescita.
Una rete a sostegno del progetto
Il progetto è realizzato grazie al sostegno economico del bando “Energie per la Cultura” promosso da Fondazione AGSM AIM ETS e con il patrocinio dell’Azienda ULSS 9 Scaligera, che rendono possibile l’attivazione e lo sviluppo delle attività.
L’esperienza conferma il valore delle arti performative come strumento di inclusione, benessere e sviluppo personale, rafforzando la collaborazione tra il mondo della cultura e i servizi socio-sanitari del territorio.




