
GGG
“…laggiù la strada del paese che conosce così bene sembra completamente diversa: le case appaiono sghembe, contorte, come in un racconto fantastico. Ogni cosa è pallida, spettrale, d’un biancore latteo… Quella è proprio l’Ora delle Ombre…”
È proprio su questo mondo sconosciuto che Sofia decide di affacciarsi, nonostante i divieti degli adulti. Forse perché il mondo che vive nella quotidianità le è fin troppo conosciuto, nelle sue dinamiche ingabbianti, restrittive. Tutt’un tratto, tra le ombre, ne emerge una molto più grande, che pian piano rivela una figura inquietante e misteriosa. Qualcosa di sconosciuto e allo stesso tempo qualcosa di cui ogni bambino ha sentito parlare almeno una volta, in termini spiacevoli e spaventosi: un gigante. Una volta nella sua grotta, Sofia non può far altro che parlare, per prendere tempo e cercare conferma di un destino per lei sicuro. Ma proprio parlando inizia a scoprire un sacco di cose: come il gigante parli in una lingua un po’ buffa e diversa dalla sua; la sua gentilezza e la sua attitudine a percepire ciò che è sottile; come dal suo punto di vista molte cose appaiano diverse dal solito. La conoscenza diventa lo strumento per affrontare paure e pregiudizi e scoprire l’empatia.
“Sofia: Io penso che il suo modo di esprimersi sia affascinante.
GGG: (felice) Davvero? Tu trova davvero? Beh, questo è il più bel regalo che io ho ricevuto in tutta la mia vita.“
Man mano che Sofia conosce il GGG, non solo passa la paura: sebbene siano così tanto diversi l’uno dall’altro, tra i nostri protagonisti scatta un riconoscimento. Un riconoscimento tra piccoli che piccoli non sono. Il GGG, come Sofia, subisce i maltrattamenti di qualcuno di apparentemente più grande: anche nel mondo dei giganti, ahimè, ci sono disuguaglianze e giochi di forza.
Dall’alleanza tra bambina e gigante nasce una soluzione che non prevede però giochi di forza, bensì un appello a un mondo sottile e meraviglioso, all’esperienza intima e impalpabile del sogno. Dal loro incontro nasce una forza del cuore che porta ad osare al di là dell’inimmaginabile.
Questo coraggio nato da un incontro sincero è il più bel messaggio che la storia del GGG possa regalare a bambini e adulti. Insomma, laddove non ci aspettiamo, può nascondersi qualcosa di curioso, di interessante, qualcosa da imparare. Laddove non ci aspettiamo, potremmo incontrare anche un amico. E un’amicizia sincera e leale può dare vita a qualcosa di inatteso, importante.
Per informazioni sulla distribuzione dello spettacolo scrivi a spettacoli@fondazioneaida.it
- Una produzione di Fondazione Aida ETS ICC
- Traduzione Donatella Ziliotto
- Adattamento scenico Pino Costalunga
- Regia Lucia Messina
- Con Annachiara Zanoli
- Scenografia Federico Balestro
- Costruzioni Lucio Massella
- Pupazzi Caterina Marcioni
- Sound design Andrea Santini
- Tecnica teatro d’attore e di figura
- Età consigliata da 5 anni
- durata 60 minuti









