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Nel 2018 sono corsi i 40 anni dalla morte della scrittrice vicentina ebrea, autrice delle “Storie di Mirella”, un libro per bambini molto lodato da Vamba, l’autore di Gianburrasca. L'incontro farà emergere le qualità umane e di scrittrice per l'infanzia di Laura Lattes, in considerazione anche della sua esperienza personale di insegnante ebrea allontanata nel 1938, a seguito delle leggi razziali, dall'Istituto Fogazzaro dove insegnava.

Laura Lattes nasce a Venezia, a Malamocco più precisamente, nel 1893 da genitori di origine ebrea: Abramo Samuele Angelo Lattes e Elisa Segre. Angelo ed Elisa erano però nati e sempre vissuti in Italia. Erano italiani prima di essere ebrei. “Anch’io mi sentivo italiana prima di essere ebrea” racconta la Lattes.

Laura arriva a Vicenza nel 1900 e in questa città consegue il diploma magistrale. “Trovai tanti amici a Vicenza, amicizie che mi accompagnarono per tutta la vita. Fu la città dei miei giochi e dei miei studi. Vicenza fu la mia città”.  Quando nel 1914, dopo aver conseguito la laurea in Letteratura Italiana a Firenze, prese a lavorare come insegnante, dovette spostarsi spesso, passando da una città a un’altra, finché nel 1934 tornò a Vicenza: aveva vinto la cattedra all’Istituto “Don Giuseppe Fogazzaro”. Ma in quegli anni uno strano vento aveva cominciato a soffiare in Italia, un vento fatto di stupidità umana, di odio e di ferocia: il vento del fascismo che produrrà di lì a pochi anni le tremende leggi razziali contro gli ebrei. Nel 1938, infatti, Laura Lattes fu allontanata dall’insegnamento come tutti gli ebrei italiani a seguito delle leggi razziali e costretta a insegnare nella “scoletta ebraica” di Padova e Venezia ad allievi allontanati come lei dalle scuole di stato.

“Erano prima di tutto italiani, come me, ma avevano la “colpa” di essere ebrei. Come me: la colpa di essere ebrea! Anche i libri di testo non potevano più portare la firma di autori di origine ebraica”.

Pino Costalunga ripercorrerà sia le vicende umane che letterarie di Laura Lattes, in particolar modo quelle del suo periodo di insegnamento, raccontando quindi un’epoca difficile e tremenda come fu quella del periodo fascista in Italia e delle leggi razziali e a questo racconto, spesso triste e doloroso, alternerà invece pagine della Lattes dalle “Storie di Mirella” dove la dolcezza della scrittura per l’infanzia farà invece da contraltare per la realizzazione di uno spettacolo denso e nello stesso tempo piacevole.

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