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Lo spettacolo segue la vita di Tristano Martinelli, l’attore mantovano che visse tra la seconda metà del ‘500 e gli inizi del ‘600, dal cui genio è nata proprio la maschera di Arlecchino. Quello che la storia, mescolata alla leggenda, ci racconta è che Martinelli, per inventare il suo Arlecchino, ha usato una maschera di diavolo della Sacra Rappresentazione, una forma di teatro popolare diffusa fin dal Medio Evo un po’ in tutta Europa (i “Mystery Plays” inglesi o gli “Auto Sacramental” spagnoli) dove i diavoli avevano quasi sempre ruoli comici. L’aura di leggenda che circonda Martinelli - che fu amico intimo dei Reali di Francia e che diventò ricchissimo con una maschera da povero cialtrone - e il fascino che questa figura di uomo e attore ha sempre esercitato, ci permette di raccontare, tra dati storici e molta invenzione, il sogno di un modo di far teatro che diventò presto famoso in Europa e in tutto il Mondo.

 

Crediti

Produzione: Fondazione Aida

Regia: Pino Costalunga

Con: Pino Costalunga, Matteo Mirandola, Enrico Ferrari

Tecnico: Riccardo Carbone

Costumi: Antonia Munaretti

Scene: Guglielmo Avesani

Traduzione: Davide Gallo Afflitto

 

Tecnica utilizzata: Teatro d'attore

Durata: 60 minuti

Fascia d'età: Adulti

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